I Chierichetti

 

I chierichetti servono all’altare durante le celebrazioni liturgiche.

I turni sono in sacrestia.

Periodicamente si tengono delle riunioni e le prove in chiesa in occasione di celebrazioni solenni.

 

Chi desidera diventare chierichetto contatti don Massimo (0324 51178)

 

Decalogo del buon chierichetto

 

  1. La Chiesa è la casa di Dio: entrato ti genufletti e fai il segno della Croce.

  2. Cammina piano e compostamente.

  3. Arriva in tempo per salutare il Signore e pregare un po’ personalmente.

  4. Accordati per il servizio prima dell’inizio della celebrazione.

  5. Precedi il celebrante con ordine e serietà.

  6. Fatta la genuflessione al Tabernacolo va’ al tuo posto in silenzio.

  7. Ascolta con attenzione la Parola di Dio.

  8. Sta’ composto sull’altare.

  9. Presta attenzione al celebrante.

  10. Sei vicino a Gesù: comportati come Lui.

 

 

Preghiera del Chierichetto

Signore Gesù,

noi ogni domenica ci mettiamo attorno all'altare

per fare festa con te;

noi sappiamo che tu nella messa stai offrendo la tua vita per noi.

Per questo ci vogliamo impegnare

e darci da fare, per servirti con entusiasmo tutti i giorni,

facendo il bene che tu di chiedi di fare,

e scoprendo il tuo volto nel volto dei nostri amici.

Fa che le nostre vesti restino bianche

e che il nostro servizio ci ricordi che siamo fatti per stare al tuo fianco

PER SEMPRE

Amen.

 

Il Patrono dei Chierichetti

Il patrono dei chierichetti è San Luigi Gonzaga (Castiglione delle Stiviere, 9 marzo 1568 – Roma, 21 giugno 1591),  figlio del marchese Ferrante Gonzaga e di Marta Tana di Santena.

Luigi nacque nel castello di famiglia, a Castiglione delle Stiviere. Primo di sette figli, erede del titolo, fin dalla prima infanzia venne educato alla vita militare. Nel 1580 ricevette la prima comunione da Carlo Borromeo in visita nella Diocesi di Brescia (della quale Castiglione faceva parte in quel tempo). Nel 1581 si recò a Madrid per due anni, come paggio di corte (il padre era al servizio di Filippo II di Spagna). Studiò lettere, scienza e filosofia, lesse testi spirituali e relazioni missionarie, pregò e maturò la sua decisione di farsi gesuita e, malgrado il padre fosse contrario, a 17 anni entrò nel noviziato della Compagnia di Gesù a Roma, dove studiò teologia e filosofia.

Nel 1590/91 una serie di malattie infettive uccisero a Roma migliaia di persone inclusi i papi. Luigi Gonzaga, insieme a Camillo de Lellis ed alcuni confratelli, si impegnò a supportare i contagiati dalle conseguenze dell'epidemia. Malato da tempo, dovette dedicarsi solo ai casi non contagiosi, ma, trovato in strada un appestato, se lo caricò in spalla e lo portò in ospedale. Pochi giorni dopo morì, all'età di soli 23 anni. Il suo corpo è venerato nella chiesa di Sant'Ignazio a Roma, mentre il suo cranio è conservato nella basilica a lui intitolata a Castiglione delle Stiviere.